Storia

Era il 1988. Tre giovani amici, che già da qualche tempo svolgevano la professione forense nei medesimi uffici, decisero di unire le forze, le modeste sostanze economiche e creare un unico studio. Per la verità all’epoca non balenarono per la mente paroloni del tipo sinergia tra diverse professionalità e così via, vi era un elemento fondante molto più banale, ma decisamente fondamentale: l’Amicizia. Sulla base di tale concetto fu redatto lo statuto dell’associazione, di una pagina, dove si diceva che i clienti erano comuni, gli incassi e le spese anche.

All’epoca gli studi associati non erano molti e presso l’Ordine degli Avvocati di Torino il nostro recava il numero 94 (invece oggi sono centinaia) e perlopiù erano studi che operavano o in diritto civile o in diritto penale. La nostra iniziativa rappresentava una innovazione perché ‘associava’ due avvocati penalisti (Servetto e Pavarini) ed un avvocato civilista (Laura Peyra). La novità suscitava curiosità nell’ambito forense perché in un’unica associazione convivevano attività diverse che prevedevano costi, spese e introiti diversi, ed i colleghi si -e ci- chiedevano come avremmo fatto a gestire tante anomalie. La risposta era una sola: con Amicizia.

Sono trascorsi tanti anni, lo studio si è ingrandito con una peculiarità: tutti i nuovi soci hanno fatto il loro ingresso nello studio sin da giovani laureati per svolgere la pratica forense ed ora l’Associazione Professionale “Servetto Peyra Pavarini e Associati” è arrivata a 9 componenti. La crescita professionale di tutti gli associati consente di fornire un’assistenza tecnica di livello spiccato, interagendo qualificate competenze in particolari settori del diritto che legittima l’utilizzo di quel termine di cui sopra si diceva (oggi di moda ma imprevisto all’origine):  sinergia.

Sono passati gli anni, i tre baldi giovani del 1988 sono ancora qui con qualche ruga in più e qualche capello in meno e ormai varcano la soglia dello studio i figli dei clienti originari. Non suscita più curiosità la fondazione di un studio legale civil-penalistico ma il fatto che questo studio resista negli anni. A chi ci chiede quale sia il collante rispondiamo ancora: l’Amicizia, a cui oggi si aggiunge la stima reciproca. E poi, da bravi avvocati, ogni tanto qualche balla ce la siamo raccontata, fedeli all’insegnamento di un vecchio avvocato torinese che rammentava: “Disend la vrità it perde j’amis” (Dicendo la verità perdi gli amici).